Certosa di Firenze – Comunità di San Leolino – Sala della Pinacoteca di Pontormo
Altissimu, onnipotente, bon Signore
Il Cantico delle Creature e il fiore della mistica francescana
Omaggio a san Francesco d’Assisi | 1226 – 2026
Opere di Serena Nono e Nicola Golea
26 Aprile – 24 Maggio 2026
Orario della mostra: martedì – sabato, ore 10-12; 15-18; Domenica, ore 15-18
Inaugurazione 26 aprile 2026, ore 17.30 – Pinacoteca della Certosa
All’inaugurazione interverranno Francesca Breschi (voce) e Andrea Solinas (arpa)
Presentazione di Carmelo Mezzasalma
Il richiamo dell’anima celeste
per la Mostra di Serena Nono e Nicola Golea alla Certosa di Firenze
“Dio aspetta là
dove affondiamo le radici”.
Rainer Maria Rilke
A ottocento anni di distanza, Il cantico delle creature di Francesco d’Assisi splende ancora di una sua luce, misteriosa e sottile come un sussurro, quasi una visione dell’anima che è preghiera, incanto e poesia della realtà creata, ma anche della realtà del corpo umano che, nella sua interiorità più profonda, anela all’abbraccio con l’invisibile, al mondo di Dio, oltre quelle finitudini e fragilità sempre sperimentate da ogni avventura umana. Compresa anche quella dell’indimenticabile cantore di Frate Sole, Sorella Luna, Sorelle Stelle, Frate Vento e Sorella nostra Madre Terra. È noto, infatti, che Francesco, al momento di alzare il suo Cantico al respiro dell’infinito, lottava contro le malattie, la debolezza fisica, soprattutto la sofferenza spirituale, la notte oscura del fallimento di un’intera esistenza, la discesa nelle ombre dell’angoscia e del pianto. Eppure, attinse proprio da qui, da questa sua indicibile notte oscura – consapevolezza, in fondo, dei limiti dell’esistenza umana –, lo slancio inaudito di restare fedele al Dio del Vangelo e, per conseguenza, alla sua anima credente: lodando Dio “bon Signore”, insieme a tutte le sue creature, anche le più fragili e sottoposte alla debolezza, come noi, ma che sono belle, preziose e caste perché amate da Dio e di questo amore estremo sua “significazione”.
È in questo spirito che la Comunità di San Leolino ha atteso tanto, nella Certosa di Firenze, la mostra di Serena Nono e di Nicola Golea, dedicata proprio al Cantico di Francesco, così eloquente e suggestiva nelle rispettive angolazioni di figure e di orizzonti aperti sul cammino verso la ricerca dell’invisibile e della trascendenza che ci abita, incalza e perfino inquieta. Di fatto, l’originalità di questa mostra è nel suo dilatare il Cantico nell’accoglienza e nella passione, silenziosa e forte, di quelle grandi mistiche, Caterina da Siena, Brigida di Svezia, Margherita da Cortona, Angela da Foligno, Chiara d’Assisi, e per finire la vibrante voce di Simone Weil, che sulla scia di Francesco sembrano aprire quella sapienza, tesa verso Dio, che manca a questo nostro tempo così convulso e frammentato dagli idoli della forza, del conflitto, della mancanza di amore, quindi della pace. Così, le figure femminili di Serena Nono, in sguardi aperti o chiusi, in gesti dalle mani raccolte in grembo o in preghiera, quasi ad attingere il segreto della nostra interiorità, sembrano esprimere quell’attesa di Dio che ci rende tutti umani, pellegrini verso l’Assoluto, mentre Nicola Golea completa questa attesa di Dio con il cantico dei suoi orizzonti, ora notturni ora luminosi di luce, luce altrettanto interiore, non illustrativa, per guidarci con il sussurro del vento marino, l’impeto del firmamento di stelle, o della rugiada dell’alba. Oltre l’apparenza, la superficialità, la pazienza invece del silenzio e della contemplazione gratuita verso la Bellezza che chiama senza stancarsi. In fondo, i due artisti si completano a vicenda, in questo dialogo dell’anima umana e dell’anima delle cose create, per offrirci il dono dello stupore dinanzi alla bellezza della vita di cui solo il Dio buono può essere l’autore.
Dopo tutto, se le immagini lasciano intravedere questo mistero della vita che dal visibile passa alla luce dell’invisibile, allora anche noi crediamo, come affermava Karl Barth, che Dio non parla solo nella Parola della predicazione, ma anche attraverso la poesia dei colori in un dipinto, in un concerto di flauto, in un arbusto fiorito, in un gesto umano di perdono. Francesco d’Assisi lo sapeva bene dalla sua tormentata giovinezza e fino al tramonto della sua vita, quando ha intonato quel Cantico dal respiro religioso universale, sì tra lode e dolore, ma anche tra pace e benedizione. Tutto ciò che si può dire, dunque, solo con la poesia, come avrebbe detto più avanti Giovanni della Croce: “guarda che sofferenza / d’amore non si cura / se non con la presenza e la figura”.
don Carmelo Mezzasalma
Priore della Comunità di San Leolino
Certosa di Firenze
Serena Nono e Nicola Golea dipingono ritratti, figure, paesaggi. Serena dipinge soprattutto figure e ritratti, talvolta con un senso mistico e si è occupata molto di arte sacra. Ha dipinto paesaggi soprattutto lagunari, veneziani. Nicola nei suoi paesaggi esprime la meraviglia per la grandiosità eloquente della natura, nei suoi ritratti invece riesce ad esprimere l’interiorità delle persone ritratte e i segni che la vita imprime sui volti. I due artisti hanno collaborato a numerosi progetti pittorici e filmici. Tra le mostre che Serena e Nicola hanno fatto insieme si segnalano Cantico (2025) al Chiostro del convento dei frati cappuccini del Ss. Redentore a Venezia, Tu sei Bellezza. Mistica e Creazione (2025) al Museo della Porziuncola ad Assisi, Finding Fioretta (2022) a Ikona gallery a Venezia e Senza poesia (2020) nella sede di Emergency a Venezia e Milano. Serena Nono ha partecipato al Padiglione Italia 2011 (54ª Biennale). Nel 2012 Serena Nono ha diretto il film Venezia salva, tratto dalla pièce di Simone Weil, dove Nicola Golea ha interpretato il protagonista, Jaffier. In seguito hanno collaborato alla realizzazione di altri lungometraggi. Tra i film realizzati insieme, Venezia salva e Sventura sono stati presentati rispettivamente alla Mostra internazionale d’arte cinematografica – Giornate degli autori nel 2013 e al Trieste Film Festival nel 2023. Loro opere compaiono in libri, riviste e copertine di volumi di vario genere. Lavorano nello Studio 860 a Venezia e espongono le loro opere nell’Atelier il Redentore, sito accanto alla chiesa del Ss. Redentore a Venezia. Serena Nono e Nicola Golea vivono e lavorano a Venezia.
Francesca Breschi
In attività dal 1978 (studi privati di pianoforte dal 1968 al ’78. Studia, e si perfeziona nel canto, col M° Pezzetti di Perugia).
Componente dal 1990 del Quartetto Vocale di Giovanna Marini vi è presente in tutte le incisioni discografiche dello stesso dal ’90 in poi.
Musicista di formazione classica, cantante, attrice, compositrice e didatta ha collaborato con numerosi artisti tra i quali: Nicola Piovani; Elio De Capitani; Antoni Muntadas, Raúl Rodriguez e José Antonio Hergueta; Francesco de Gregori; Serena Nono, Emilio Isgrò; Giancarlo Cobelli, Roberto Roversi, Patrice Kerbrat; Giulio Bosetti, Hans Günther Heyme, Franz Marijnen, Angelo Savelli, Rita Maffei, David Riondino; Ensemble Micrologus, Ensemble Lucidarium; Patrick Vaillant, Mario Brunello, Marco Paolini, Vinicio Capossela, Giancarlo Cauteruccio, Compagnia Lombardi-Tiezzi.
Tra le molteplici incisioni, fra le proprie produzioni discografiche da ricordare il cd “Respice stellam” su laudi mariane dal sec. XII al XV, dedicato alla Comunità Monastica di San Miniato al Monte, che vi partecipa con alcuni brani cantati, e il cd “Il Canto segreto degli Alberi” premiato al Babel Med di Marsiglia dall’Accademie Charles Cros de France come “Création Musique du Monde 2013”.
Andrea Solinas
Il M° Andrea Solinas si diploma nel 2010 con il massimo dei voti e la lode all’Istituto Musicale “Boccherini” di Lucca sotto la guida della prof.ssa Laura Saviozzi.
Si perfeziona a Brescia con una fra le figure di spicco dell’arpa in Italia, Anna Loro, per poi dirigersi al CNSMD di Lione sotto la guida di un trio di arpisti di livello mondiale: Park Stickney, Sylvain Blassel, Fabrice Pierre.
Negli anni di perfezionamento si dedica principalmente allo studio del repertorio sinfonico e operistico e alla collaborazione con numerose realtà orchestrali, fra le quali si citano l’Orchestra Toscanini di Parma, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra Giovanile “Cherubini”, L’Opéra di Lyon, e infine L’Opéra National de Paris in cui svolge collaborazioni come arpa solista nel contesto del teatro dell’Opéra Garnier.
Di fondamentale impatto per la sua crescita personale, si ricordano le collaborazioni con Maestri del calibro di Steward Copeland, Hartmut Haenchen, Zubin Mehta, Riccardo Muti.
